Hegseth presenta il concetto di NATO 3.0 al Ministro della Difesa britannico e chiede una difesa a guida europea

WASHINGTON
Hegseth ha incontrato il Ministro della Difesa britannico al Pentagono
Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth ha accolto il Ministro della Difesa britannico Wes Streeting al Pentagono il 15 ottobre (ora locale) per un incontro bilaterale. Secondo il Dipartimento della Guerra, la visita di Streeting a Washington è la sua prima dall'assunzione dell'incarico nel luglio di quest'anno. Durante l'incontro, il Segretario Hegseth ha tracciato una linea netta, affermando che l'alleanza tra i due Paesi non è una relazione fondata sulla nostalgia. Ha dichiarato che l'amicizia e la cooperazione condivise dalle due nazioni riguardano "una cooperazione continua che deve operare attivamente in un mondo pericoloso e dinamico".
In questa occasione, il Segretario Hegseth ha introdotto il concetto di "NATO 3.0". Il Dipartimento della Guerra ha descritto questo concetto come un riequilibrio strategico dell'alleanza dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO). Si tratta di un'iniziativa in base alla quale i Paesi europei si assumono la responsabilità primaria della propria difesa convenzionale, consentendo agli Stati Uniti di ridurre la propria presenza di truppe nel continente europeo e di spostare il proprio baricentro verso altre regioni, come il Pacifico. Non si tratta di un ritiro totale delle forze statunitensi dall'Europa. Il punto centrale è una nuova ripartizione dei ruoli, in cui l'Europa guida la difesa convenzionale europea e il perno militare statunitense si rivolge verso altre regioni.
Il Segretario Hegseth ha dichiarato che è stato molto incoraggiante osservare la NATO mobilitarsi sotto la guida del Presidente Trump, affermando di apprezzare fortemente l'impegno lungimirante della Gran Bretagna a fare altrettanto. Lo stesso giorno, Sean Parnell, portavoce del Dipartimento della Guerra, ha inoltre reso noto che i due ministri hanno discusso della necessità di una maggiore leadership europea, e in particolare britannica, all'interno della NATO, nonché dell'urgenza che i Paesi alleati aumentino ulteriormente le spese per la difesa. Le dichiarazioni del Segretario e le spiegazioni pubbliche del portavoce puntano nella medesima direzione.
Il piano di produrre armi e munizioni insieme ai partner
Il Segretario Hegseth ha collegato la questione della ricostruzione militare agli sforzi congiunti con i Paesi alleati. Citando ciò che negli Stati Uniti viene definito "l'arsenale della libertà" (arsenal of freedom), ha affermato che la produzione manifatturiera interna, l'industria e le linee di produzione saranno sviluppate con rapidità e su vasta scala all'interno degli Stati Uniti e costruite insieme ai Paesi partner. Ha aggiunto che la fiducia nelle catene di approvvigionamento è fondamentale, valutando positivamente il fatto che il Regno Unito si stia impegnando attivamente in tale sforzo. Una dichiarazione che pone non solo l'entità della spesa per la difesa, ma la base industriale che produce effettivamente armi e munizioni, come un compito condiviso dall'intera alleanza.
Il Segretario Streeting ha risposto che anche il Regno Unito considera il rafforzamento delle proprie capacità militari una priorità. Ha dichiarato che la Gran Bretagna sta portando avanti il più consistente aumento della spesa per la difesa dalla fine della Guerra Fredda. Tuttavia, ha anche osservato che non si tratta soltanto dell'ammontare dei fondi. Il Segretario Streeting ha affermato: "Non si tratta solo di investire di più, ma di investire nei settori giusti, di spingere le frontiere dell'innovazione della difesa e di convertire quell'innovazione in capacità operativa molto più rapidamente". Ha inoltre aggiunto che è necessario rafforzare la base industriale della difesa britannica e accelerare i tempi di conversione dell'innovazione in capacità bellica.
Entrambi i ministri hanno affermato che, una volta aumentata la spesa militare, le sfide principali sono la rapidità con cui quel denaro viene trasformato in effettiva capacità operativa e la base industriale. Le considerazioni del Segretario Hegseth sulle catene di approvvigionamento e quelle del Segretario Streeting sull'innovazione convergono verso lo stesso obiettivo. Ciò che i due ministri hanno delineato è una direzione. Non sono stati diffusi documenti congiunti, comunicati o calendari con scadenze precise.
Il Regno Unito ha concordato che l'Europa deve diventare più autosufficiente
Il Segretario Streeting ha inoltre concordato sul fatto che i Paesi europei membri della NATO debbano essere più autosufficienti nella difesa. Affermando che "il Regno Unito si sta facendo avanti ed è pronto a farlo", ha espresso gratitudine al Presidente Trump per aver spinto l'Europa a prendere più seriamente la difesa del proprio continente e dei propri interessi. Si è trattato di una risposta formulata in modo tale da presentare l'ampliamento del ruolo europeo richiesto dagli Stati Uniti come una scelta deliberata da parte britannica.
Egli ha inoltre sottolineato l'importanza dell'alleanza tra Stati Uniti e Regno Unito. Il Segretario Streeting ha affermato che, in questa fase, non è ancora chiaro se il ventunesimo secolo sarà definito dalla libertà o dalla tirannia. Ha poi aggiunto: "Ciò che è chiaro è che la Gran Bretagna e l'America non rimarranno semplici spettatrici in questa lotta e sono determinate a far prevalere la libertà". Una frase che ha allargato il ruolo dell'alleanza oltre il semplice dibattito sulla ripartizione degli oneri difensivi, trasformandolo in una risoluzione congiunta sulla direzione dell'ordine internazionale.
Il Segretario Hegseth ha espresso gratitudine anche per la comunicazione del Segretario Streeting in merito alle recenti minacce rivolte contro le forze statunitensi nel Regno Unito. Il Dipartimento della Guerra ha menzionato un presunto complotto terroristico sostenuto dall'Iran e un incidente di sicurezza verificatisi il mese scorso presso la base aerea britannica RAF Fairford. In seguito a tale evento, le forze armate statunitensi hanno ritirato i propri bombardieri rimpatriandoli negli Stati Uniti. Essendo questo episodio emerso durante l'incontro, la sicurezza delle truppe americane di stanza sul suolo britannico è strettamente connessa alle discussioni sull'alleanza. Tuttavia, il Dipartimento della Guerra non ha rivelato ulteriori dettagli sullo stato delle indagini o sulle misure successive relative all'accaduto.
L'Europa guida la difesa convenzionale e gli Stati Uniti si concentrano sul Pacifico
La NATO 3.0 non è il testo di un trattato. Il concetto illustrato dal Dipartimento della Guerra in questo resoconto rappresenta un indirizzo per la ripartizione dei ruoli all'interno dell'alleanza. Il quadro prevede che l'Europa assuma la guida della difesa convenzionale nella propria area geografica, mentre gli Stati Uniti riducono la consistenza delle proprie truppe in Europa e spostano il baricentro militare verso altre regioni, tra cui il Pacifico. Affinché questo concetto si traduca in effettivi movimenti di truppe, dovranno seguire piani di difesa e bilanci nazionali, nonché decisioni a livello di NATO. Nel resoconto non compaiono cifre precise di riduzione né scadenze temporali. È opportuno chiarire che si tratta dell'indicazione di una direzione priva di numeri e date.
Tuttavia, queste dichiarazioni non costituiscono una mera retorica. Il Segretario alla Guerra ha spiegato personalmente questo concetto durante un incontro formale con il Ministro della Difesa di un Paese alleato, e il portavoce del Dipartimento della Guerra ha ribadito, in un intervento pubblico diffuso lo stesso giorno, la necessità di una leadership allargata dell'Europa e del Regno Unito e di ulteriori incrementi della spesa per la difesa. Poiché le dichiarazioni del ministro e le note ufficiali del dipartimento sono state rilasciate congiuntamente, la NATO 3.0 appare come la designazione formale che si sta consolidando per definire la nuova ripartizione dei compiti che gli Stati Uniti richiedono ai propri alleati. Il banco di prova concreto sarà verificare se i Paesi europei, compreso il Regno Unito, risponderanno con piani di difesa effettivi e calendari di spesa precisi.
Il fatto che il Pacifico sia stato esplicitamente menzionato come l'area verso cui si sposterà l'attenzione degli Stati Uniti rappresenta un altro elemento centrale di questo resoconto. La logica è che, se l'Europa si fa carico della propria difesa convenzionale, gli Stati Uniti possono destinare le risorse sgravate alla deterrenza in altre regioni. L'iniziativa non viene presentata come lo scioglimento dell'alleanza o l'abbandono della difesa europea da parte statunitense, bensì come un riordino delle priorità su quale regione debba ricevere per prima le limitate risorse militari. Questa distinzione è il punto di partenza per interpretare la NATO 3.0.
La Corea del Sud non è stata menzionata direttamente, ma è legata all'attenzione sul Pacifico
La Corea del Sud non è stata menzionata direttamente in questo vertice né nelle comunicazioni ufficiali. Tuttavia, l'affermazione secondo cui il fulcro militare degli Stati Uniti si sta spostando verso il Pacifico non è irrilevante per la Corea del Sud, situata nell'Indo-Pacifico. Più gli alleati europei si assumeranno la difesa della propria regione, maggiore potrà essere il margine operativo degli Stati Uniti verso l'Asia. Al contrario, se le spese per la difesa e la base industriale dei Paesi europei non dovessero tenere il passo nella pratica, anche il piano di ridistribuzione statunitense potrebbe subire ritardi. Ciò che è emerso è soltanto una direzione. In questo resoconto non si fa menzione delle forze armate statunitensi in Corea (USFK) o del potenziale bellico nella penisola coreana.